Monday, November 21, 2011

UWP: PAOLO SCALFO


























PAOLO SCALFO
Nasce a Massa il 20 Agosto 1955 da una famiglia di appassionati per il mare e trascinato dai fratelli maggiori si dedica alla pesca subacquea, che esercita per diversi anni ache a livello agonistico, disputando diversi campionati italiani per società.
Altro grande amore di Paolo è la fotografia, esercitata da sempre come documentazione sociale.
Conserva con gelosia la mitica camera oscura per lo sviluppo del bianco e nero.
Nel 1982 è ideatore e fondatore dell’Arci Sub Marina di Massa, divenuto poi Centro Sub Alto Tirreno (CSAT) di cui ne assume la presidenza e la mantiene ancora oggi con grande passione e dedizione.
Per svariati anni è il responsabile toscano per conto dell’ANPAS e cioè l'Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze del nucleo regionale Sommozzatori Protezione Civile.
L’approccio con la fotografia subacquea avviene naturalmente, prima in veste di direttore di gara nelle selettive organizzate dal CSAT e poi come vero e proprio atleta  nelle sane competizioni interne "scontrandosi" con i già affermati fotografi del centro.
Partecipa da anni al circuito agonistico della FIPSAS ottenendo buoni risultati sia nelle selettive che nei campionati italiani.
Si aggiudica nel 2001 il campionato Toscano individuale.
Nel 2009  inizia anche a dedicarsi alle competizioni di Safari Fotografico Subacqueo e ai Campionati Italiani svoltisi ad Ustica nel medesimo anno, si aggiudica uno strepitoso terzo posto nella classifica per società in coppia con Marco Bollettinari.
E’ stato anche il responsabile dell’organizzazione dei Campionati Italiani di Fotografia Subacquea del 2007 in Capraia e del 2009 alle Isole Tremiti, entrambi assegnati appunto al Centro Sub Alto Tirreno.
Nel 2009, nella prestigiosa cornice di Palazzo Vecchio nel salone DE’ Cinquecento, gli viene riconosciuto dal CONI toscano il titolo di miglior dirigente della FIPSAS toscana.
Sono assolutamente convinto dell’incontestabile fatto che il mare abbia l'enorme e stupenda capacità di rendere gli individui DIVERSAMENTE ABILI in EGUALMENTE ABILI. Farsi poi aiutare, in questo non facile cammino, da un poeta straordinario quale è Fabrizio De Andrè, è il connubio naturale di chi è sempre stato dalla parte dei più deboli e "sfortunati": percorrendo una "creuza de mä", che in genovese significa la mulattiera del mare, si ha questa enorme sensazione di libertà, di sincerità, di verità. E l’immersione ripropone, specialmente in chi ha difficoltà motorie, libertà allo stato puro per noi minimamente immaginabile."